Folklore dei pescatori della provincia di Trapani

LA PESCA E I PESCATORI

Introduzione
Le barche

Le reti
Tipi di Pesca

Usi e Costumi
La tonnara


Il Museo del Mare
Il Porto
 

 







Le barche

Troviamoci una bella mattina di primavera in una delle vecchie marine della provincia; da un lato l'incantevole snodarsi delle innumeri, frastagliature verdi di muschio, penetrate dall'acqua e lievemente carezzate dal placido suo andirivieni ; dall'altro il mare, abbagliante nello scintillio minuto delle onde, che si perdono dove l'occhio si perde, confuse con l'immensa azzurrità cristallina del cielo.

Castellammare del Golfo - La cala marinaLe barche orlano la riva del mare e ondeggiano al lieve palpitare dell' acqua, paghe di riflettersi a lungo nel limpido specchio. 
Sono vanitose, le barchette: e i pescatori le dipingono dei colori più belli e smaglianti, gelosi come sono, della loro bellezza.
Osserviamole un istante: a prua, su entrambi i lati, spiccano due cavallucci marini alquanto allungati e fantasticamente protesi in avanti nello sforzo che li anima in una veloce corsa immaginaria; a poppa, stelle marine e sirene, simbolo della bellezza come l'ippocampo lo è della fedeltà. 

Veramente significativo ci appare questo simbolismo, ove pensiamo che quasi sempre il nome che, sulla prora, segue nelle liete e nelle difficili ore il pescatore, è quello dell'amata, per cui egli - la vela spiegata al vento - canta le più belle canzoni.
L' amore che il pescatore sente per la sua barchetta è' tutto espresso nei bellissimo canto che così comincia:

"Chidda chi mi fa goriri - è la varcuzza mia
bedda a virilla paniri - versu l' Avimmaria...
"

Castellammare del Golfo - Quando le barche erano a remiEd è quest' amore che ha eternato la "Cardidda", che nessuna barca mai superava nella corsa alia vela, ed il "Corva", per vincere il quale inutilmente quelli di Termini costruirono una barca di leggerissimo legno di fico:

"Ficiru vila pi Casteddammari
l'Aquila, la Cardidda e la Cialuca:
a la Cardidda lassa viliari...
"
"Termini fici 'na varca di ficu,
lu Corvu sila manciau e ci parsi pocu.
"(1)

Castellammare del Golfo - PescatoriLa nascita della barca è legata ad una cerimonia, il battesimo, cui non può essere estraneo il Sacerdote e cui partecipano allegramente i parenti e gli amici del pescatore, che offre in questa occasione abbondanti libagioni di vino.
A questa cerimonia e agli usi relativi si riconnette il
seguente canto:

"Quattru pi terra 'mPalermu àt' a ghiri,
la varca nova àt' a ghiri a pigghiari :
sutta la puppa ci aviti un varriri
, (2)
supra la puppa c' è vostru cumpari."

Vediamo ora quali particolarità distinguono i vari tipi di barche e, quale nome assumono a seconda dell'uso cui sono adibite.

Cominciamo dalla più piccola:

"Lancitedda" (lancia): è una piccola barca a due remi adibita,al "trasporto della "lampara" (3). Essa è generalmente colorata in nero (parte inferiore) e grigio, senza alcun disegno.

"Uzzareddu" (gozzo): è barca "purpajola", "alacciara", "di schitti", "di "sinajuli", "di vuliari" , adibita cioè a diversi tipi di pesca con ordigni da cui prende ogni volta il nome e che descriveremo appresso.
E' lunga sino a 20 palmi, ha 4 remi e due "vanchi"(4) ed è divisa in 5 parti: "puppà", "assu di puppa", "sintina", "cruci" e "prua": i due banchi sono "cruci" e "sintina". La barca è fornita d'una "vila latina" e di un "billaccuni" o "fioccu".

"Varca di palangaru": prende questo nome dall'ordigno che adopera, ma è la stessa della precedente. Solo ha 6 rematori, di cui 2 remano a prua, e misura da 35 a 40 palmi.

"Varca di nassi": uguale alla precedente; ha 4 remi.

"Varca di sardi": barca dalle forme alquanto svelte, a 8 remi, più uno supplementare che spesso viene usato in luogo del timone, con vela latina e fiocco. Misura da 35 a 40 palmi. Alle parti che compongono le altre barche aggiunge "lu 'ntavulatu" e "la 'nchia", adibiti anch' essi a banchi per i rematori.

Castellammare del Golfo - La cala marina nel dopoguerraLa vela ed il remo sono oggetto rispettivamente d'amore e di disprezzo da parte del pescatore, il quale, mentre lancia la sua maledizione contro il secondo, si sente salire dall' anima un canto di gioia quando la vela si gonfia allo spirare dolce dei vento:

 

"A rimi bistimiannu,
a la vila 'ncantannu.
"(5).

"A lu rimu focu e pici,
chì la vila Diu lafici.
" (6)

Quando spunta il sole e i pescatori si trovano in mare rivolgono un pensiero a Dio, mentre qualcuno gli chiede scherzosamente la grazia di far perire i banchi su cui è costretto a remare:

"Gesù Saraniintatu !
"Faciti moriri la cascia, la prua e lu 'ntavulatu !
"

Infine "la vila è la paci".

 

 

Note:

(1) - Notevole è la sottile metafora del corvo che mangia il fico. L' epigramma è un modello di precisa concisione.

(2) -  Barile.

(3) - Lampada a gas di petrolio, da 6000 a 8000 candele, per attirare i pesci, nella pesca col "cianciolu".

(4) -  Banchi per i rematori

(5) -  Francesismo: en chantant.

(6) -  Variante del proverbio pubblicato dal Pitrè in: Proverbi, motti e scongiuri del pop. sic.- TO, C.Clausen, ,1910 pag. 72 : La vela Diu la fici: - rimu, focu e pici (Lipari)

 

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Testi da: Folklore dei pescatori della provincia di Trapani. del Prof. Francesco Leone (Tesi del 1949 - 50)

Realizzazione Elimo's Valley

Aggiornamento:

23/05/2004


:: Nomignoli di pescatori e di barche::


Ogni barca, come ogni pescatore che si rispetti, ha la sua "nciuria", il nomignolo sotto il quale quasi esclusivamente è conosciuta. Per i pescatori, anzi, la "'nciuria" costituisce un blasone, che si trasmette di padre in figlio e di generazione, sorta spontanea, come attributo, all'accadere d'un fatto che individualizza una persona, che dà consistenza al suo modo di pensare, al suo agire, alle sue passioni; o nata per darci con una formula le caratteristiche fisiche notevoli di una persona, coi quali sempre ce la riportiamo alla memoria.
Di modo che la "nciuria" ci fornisce una notizia biografica o una visione ritrattistica, la sfumatura di un profilo fisico o morale.
Della barca, il nomignolo ci fa conoscere la forma, la velocità, il prezzo o qualche avvenimento da lei vissuto.


:: Nomignoli di pescatori::


Ticchiaru
avaro col contagocce

Patri-'rossu
spaccamontagne.

Caca vroru
dalla sciolta perpetua

Giacchittedda
dalla giacca striminzita

Agghiotta senza pisci
Zuppa di pesce ... senza pesce

Tririci pisi
nomignolo derivato dalla quantità di pesce pescato

Cacaredda
tremarella

  Vicenzu fammi-lustru
fammi luce

Lu cani nivuru

Unnicimila liri
dal prezzo della barca che non finiva mai di vantare

La carrozza di li morti
per la sua lentezza

Purpuni
abile nuotatore sottomarino

Occhi di purpu

Nnamuratu
il donnaiolo

Chiarinu
parlachiaro

Pascuzza
dalla pancetta alquanto sporgente

Friscaiolu
il fischiatore

Scarfugghiedda
bruscoletto

Spicchiddu
sempre lindo come uno specchio, gagà

Puciddu
dalla prodigiosa agilità

Surciddu
topolino

Paranza
ladruncolo. Come la paranza portava seco quel che incontrava sul suo cammino

Aspanittu
nome patronimico: figlio di "Aspanu", Gaspare

Filippuni
un Filippo ... di molto peso

Marianu ciocca
chioccia

Piddirinu
male in arnese

Peri chiatti

Giracoppuli
dal gesto mafioso di mettersi il berretto alla rovescia quando si animava in una discussione

Paunissa
la pavonessa, il vanaglorioso

Aricchi a coppu

La donna elettrica
dagli scatti alquanto nervosi

Vuccazza
il parolaio bestemmiatore

Lu vacanti
il deficiente

Lu croccu
avaro come un uncino

Simana maira
settimana magra, lo striminzito

Ammazza mugghieri
tre volte vedovo

Nfurna patri
metteva il padre nel forno caldo, per guarirlo dai dolori reumatici

Pisci carnuti
si vantava di catturare sempre i pesci più grossi e polposi

Aceddu nuru
aveva spennato un uccello vivo

Batassanu dormi di rintra
dormiva ad occhi aperti

Ninu ruppa ruppa
il nodoso, dalla faccia piena di foruncoletti

 Ciccu m'arrobbi
il ladruncolo

Vitu araganu
rodomonte, uragano

Giura
Giuda


:: Nomignoli di barche::


La culumma
bianca come una colomba

La maravigghia
dalla meravigliosa velocità

Lu cantaranu
dalla forma tozza

Lu paracqua
molto sviluppata in larghezza

Mancia mirudda
la barca meraviglia (dall'espressione: E chi manci mirudda !

La sempri avanti

La tartuca
la tartaruga

La mmiriachedda
la barca degli ubriaconi

Lu picuraru
motopeschereccio di proprietà di pecorai

Lu carritteri
di proprietà dei carrettieri

Lu runcu
il gronco, dalla forma alquanto slanciata

La tremula
trematutto

Lu sfrigiatu
perchè uno sfregiato faceva parte dello equipaggio

La troccula
dal motore rumoroso come una scarazzola

Lu sciupiranti
dall'equipaggio sempre in disaccordo

Lu scarvagghiu
lo scarafaggio; alquanto lento

Lu pirocchiu
per la sua lentezza

Lu visuviu
dal motore rumoroso

Peri di chiummu
lento

Minchia che laria !
alquanto deforme

Lu carvacanti
il cavalcatore del mare

Lu buchi-buchi
boogie-woogie, perchè il motore lo fa ballare

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