Folklore dei pescatori della provincia di Trapani

LA PESCA E I PESCATORI

Introduzione
Le barche

Le reti
Tipi di Pesca

Usi e Costumi
La tonnara


Il Museo del Mare
Il Porto
 

 





Introduzione

A sfiorare appena d'un fuggevole sguardo le località più importanti della provincia di Trapani, la più occidentale dell' Isola nostra, non si può non rimanere incantati dinanzi a tanta bellezza diademata di spuma biancheggiante, mentre il suggestivo scenario si popola nella nostra memoria delle genti che nel tempo lontano ne fecero la storia e la leggenda.

L'antico emporio egestano, l' immenso golfo di Castellammare, rivive per noi con la rolla delle Triremi fenicie, greche e latine, che con la gloriosa, antichissima città di Segesta commerciarono e talvolta lottarono.

Lasciandoci dietro il Capo S. Vito - l'antico Egitarso - ed il Capo Cofano, Bonagia schiude la nostra anima ai ricordi virgiliani : 
"Fu ivi infatti che Enea, il grande pellegrino dell'antichità, andando in cerca d'una seconda patria dopo perduta Troia, verme prima a deporre le ceneri del padre Anchise, poi vi tornò dopo un anno e ne celebrò la memoria con giuochi funebri che furono descritti nel libro V dell' immortale poema di Virgilio." ... "In un' epoca ancora più remota vi campeggia Ercole stesso nella famosa lotta col gigante Erice, che gli antichi scrittori ericini, avendo per base la narrazione di Virgilio, stabiliscono sulle sponde del mar Tirreno, sotto le balze di Pizzolungo, e precisamente nel luogo ove si sfidarono al cesto Darete ed Entello." (1).

Ma distogliamo lo sguardo da questo fiero spettacolo, e vedremo, dall'alto del Monte S. Giuliano, Venere Ericina, per cui tutta si muove la natura, ineffabilmente sorridere all'immensa luminosità del mare ammantato d' azzurro... 

Qui Trapani bianca di sale, la cui storia si confonde con quella di Erice ; là - facciamo passi da gigante - Lilibeo, ancora riecheggiante la voce della grande sacerdotessa d' Apollo, l'oscura Sibilla, che alle ali del vento affidava e alle foglie i vaticini del dio ; più oltre, Selinunte, ricca di templi greci, testimonianza d' antica civiltà.
Ma Trapani non è tutta qui : è ancora nelle piccole isole Egadi e negli innumerevoli scogli disseminati nel suo pescosissimo mare: a Favignana dalle grotte paleolitiche, a Marettimo, a Lèvanzo, a Pantelleria esilio di illustri personaggi della storia romana...

E' sull' amplissima ribalta ricca di tanti storici e mitologici ricordi, cui è da aggiungere la non indifferente sequela di avvenimenti storici da quell'epoca ai nostri giorni, coi popoli che lustro e lutto diedero alla nostra Isola (parlare dei quali ci porterebbe lontano dal nostro modesto compito); è su questa incantevole ribalta che vive, si agita e palpita il popolo marinaro della provincia, con gli usi, i costumi, le leggende, le credenze, i pregiudizi radicati nella sua anima ingenua, ricca di nobili sentimenti, d'amore della famiglia e del lavoro, ricca di fresca spontaneità; ed è di quella storia e di quel mito che questo popolo continua il corso, dopo averne inconsciamente assimilata la linfa.

E' questo popolo di pescatori, nelle sue tradizioni, l'oggetto del presente lavoro, col quale ho cercato di esaminarne la vita nelle sue più minute manifestazioni, offrendone la più larga possibile documentazione.

Note

 - (1)  Polizzi G. Ricordi Trapanesi, TP 1901, pag.13

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Testi tratti da: Folklore dei pescatori della provincia di Trapani. del Prof. Francesco Leone (Tesi del 1949 - 50)

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Aggiornamento:

23/05/2004


:: Indovinelli::


 
C'è un vecchiu murmurusu,
quannu voli sta amurusu,
senza arvuli e senza ciuri
frutti fa di bon sapuri. (1)

La me' signura è savia ed onesta
chi a 'nmenzu mari si nutrisci e sta.
Tanta è culurita la so' vesta,
doppu morta cchiù' beddà si fà.

Milli porti arraccamati
ed ognunu chi ci trasi:
lu pàtruni c' è davanti
tuttu allegru e distanti

Si' sì pueta e l'animu t'abbasta,
dimmi cu' porta li vuredda 'ntesta

Soluzioni: Lu mari, L'alausta, La riti, Lu purpu.

Nota:
(1) - Variante dell'indovinello di Catania: Cfr. S.Lo Presti, op. cit., anno 1934, pag.81

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