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Due manifestazioni, nei giorni 4 e 5 giugno, su iniziativa dell'Istituto comprensivo "G.Pitrč" di Castellammare del Golfo, per celebrare la riconsegna, alla comunitą castellammarese del castello arabo normanno.
Il pomeriggio di mercoledģ quattro giugno preceduta, da una conferenza dello storico Ferdinando Maurici su "Castellammare castrum e caricatore" la prima rappresentazione ha visto protagonisti i bambini delle elementari, impegnati in una ricostruzione vivente in costume di scene ed ambienti dal titolo "Il castello medievale - Storie di cavalieri, dame, feste e banchetti".

Il pomeriggio del cinque ha visto impegnati i ragazzi delle medie in un corteo storico in costume che, partendo dalla ex Chiesa di Maria S.S. degli Agonizzanti ha percorso le principali vie cittadine per arrivare al Castello.
Qui č stata rappresentata quindi la "Rievocazione storica della visita della regina Maria e Martino d'Aragona a Castellammare" avvenuta nel 1392. Infine i fuochi d'artificio hanno concluso i festeggiamenti.

La vicenda della regina Maria
Chiamata nel 1377 quattordicenne a succedere al padre Federico IV, fu rapita dal Castello Ursino di Catania da Guglielmo Raimondo Moncada, portata in Aragona e data in sposa a Martino, nipote del rč.
La regina fu costretta per quindici anni a rimanere in Spagna, amorevolmente assistita dalla contessa Allegranza Abbate.
La Sicilia intanto era in balia dei baroni e dei quattro vicari, uno dei quali era Guglielmone Peralta, barone di Castellammare.
Nel 1392 la regina Maria e Martino d'Aragona sbarcano a Trapani per riprendere con un esercito possesso dell'isola. Attraversando il territorio per raggiungere Palermo, in mano al ribelle Andrea Chiaromonte, sostarono a Castellammare accolti da Guglielmone; mentre ad Alcamo la popolazione lottava contro Enrico Ventimiglia, avversario della regina.
La "rievocazione" ha fatto rivivere tali momenti storici mettendo in scena personaggi tratti dalle narrazioni e dai documenti del tempo ed "il popolo" che accoglie la regina.
Alla fine della vicenda Allegranza Abbate verrą premiata per i servizi resi alla regina, con la concessione della baronia di Baida.
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