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LE SPIAGGE DI CASTELLAMMARE


La costa di Castellammare é molto frastagliata e varia nonchè vasta.
Nel suo molteplice sviluppo rende molto attraente e poetico il paesaggio ed il litorale tanto che possono soddisfare i numerosi turisti nei loro gusti ed attrattive.
Vi si notano piccole penisole e promontori, altipiani e varietà di spiagge.
Il turista puo appagare tutti i suoi desideri e tutte le sue spettative relative al mare; trova la spiaggia sabbiosa con i suoi bassi fondali della Plaja, che potrà essere utilissima per il bagno di mare e per il bagno di sole grazie alla sabbia dorata; trova la spiaggia ghiaiosa a Petrolo, a Marina Grande, a Guidaloca che, con diverse caratteristiche, possono venire incontro ai piú esperti nel nuoto ed infine, alla spiaggia di Scopello, celebre per i suoi faraglioni, e alla spiaggia di Mazzo di Sciacca.
Oggi è molto facile accedere a dette spiagge con mezzi motorizzati, mentre a piedi si può accedere alle spiaggette della Campana, di Petrolo e della Marinella.



In alcune di queste spiagge, nei secoli scorsi, si è sviluppato il traffico ed il commercio marittimo del paese.
Da queste venivano effettuate le spedizioni di tutti i prodotti agricoli del paese ed anche delle città vicine (Alcamo, Partiníco, Calatafimí, Víta e Salemi). Questi ricchi centri agricoli convogliavano nel caricatore di Castellammare tutte le loro abbondanti produzioni.
Lo studioso e l' osservatore si domandano in quali di tutte le predette spiagge erano ubicati i punti d'imbarco e sbarco dei prodotti.
Iniziando per esclusione, ínteressa moltissimo poter trovare il luogo e la spiaggia in cui anticamente si svolgeva il traffico marittimo della città di Segesta, ed individuare, con probabilità, l'Emporio Segestano.
Non si accoglie e non si accetta l'ipotesi sostenuta da qualche scrittore contemporaneo, che individua e colloca l'Emporio Segestano nella attuale spiaggía di Guidaloca.
Detta spiaggia, secondo me, non poteva facilmente essere collegata con la città di Segesta, e ciò per la conformazione del terreno montagnoso che poteva permettere un collegamento tra Segesta e Guidaloca. E' vero, altresì, che oggi esistono due vie di transito tra Segesta e Guidaloca, ma penso che ai tempi di Segesta si dovevano necessariamente presentare di non facile passaggio per trasporti con carri o animali da soma.
Esiste, e doveva esistere, la mulattiera che collega Inici (e quindi anche Segesta) con Fraginesi e Guidaloca, che è la trazzera di Vucca Cinturinu.
Questa via, per la sua pericolosità di transito, non poteva permettere un continuativo trasporto commerciale.
L'altra via è la trazzera, che ancor oggi collega Bruca, Abbatello, Inici a Balata di Baida e quindi a " Visicari " e, possibilmente, a Guidaloca.
E' una strada molto lunga, trasformata sotto i Re di Sicilia,in trazzera regia che arrivava a Visicari e quindi a S. Vito Lo Capo.
Dopo 1'esclusione di Guidaloca, come Emporio Segestano dobbiama esaminare le altre spiaggie di Castellammare.
Anche per queste spiaggie si dovrà procedere alla conclusione di quelle non idonee allo scopo.
E' da escludersi il tratto di mare che nella " Marina Grande " va dallo stabilimento della Tonnara di Costamante fino al Castello, paichè era tutta zona tufacea sottostante al promontorio pure tufaceo che si addentra fino al Castello; in quei tempi non (esisteva la banchina, castruita nel secolo scorso, ed in parte, ultimata agli inizi di questo secolo.
Si deve, inoltre, escludere per ragioni tecniche, il tratto di spiaggia della " Marinella " che ad Est del Castello si estende fino alla spiaggia di Petrolo, dato che in questa spiaggia i fondali sono bassissimi con fondo roccioso e tufaceo del tutto non navigabile.
Lo stesso si può affermare della spiaggetta della " Campana " nonchè della spiaggia della Plaja; nella prima perchè i fondali sono troppo bassi con fondo tufaceo, mentre nella seconda trovasi una impossibilità totale di attività marinare a causa del fondo sabbioso con acqua troppo bassa che non permette o permetteva un approdo di velieri.
Uniche spiaggie idonee all'attività marittime restano quelle di Petrolo e della Marina Grande o Cerri.
Nella prima si accedeva per mezzo di una via carrettiera che, scendendo dal piano superiore arrivava fino alla riva del mare rendendo possibile il trasporto per l'imbarco.
Fino a pochi anni fa vi si notavano alcune grotte incavate nel tufo in corrispondenza dello spiazzo superiore e tramite qualche botola, permetteva di versare dall'alto i cereali per essere imbarcati.
Per quanto riguarda la seconda spiaggia, la presenza sicuramente di vie mulattiere ed anche carrettiera che scendendo dalla leggiera scarpata dell'odierno quartiere "Chiusa" portavano sicuramente al mare; come anche doveva esserci una via, che costeggiando a sud le mura della città doveva portare dal piano di Petrolo alla Marina Grande. Ricordiamo ancora che a toccare la Chiesa del Purgatorio esisteva il magazzino della pennata.
Si deve, anche, ricordare che l'attuale stradale nazionale N. 113 fu costruita sotto i Romani e portava il nome di "Valeria", e sicuramente questa via preesisteva agli stessi romani ed era di facile transito per Castellammare da Segesta.
D'altra parte nel basso ed alto Medio Evo funzionava il punto di imbarco in Castellammare. E' del 1300 l'ordinanza di divieto e di sbarco dallo scalo marittimo di Castellammare emanata dal Re di Sicilia.
Il divieto disponeva che tutti i prodotti della città e dei paesi viciniori davevano essere avviati nel porto di Palermo. Successivamente Pietro II in un primo intervento concesse l'esportazione di un determinato quantitativo di prodotti, e successivamente, abolì l'ordinanza di restrizione.
Risulta, inoltre, come attesta un documento in possesso di Mons. Tommaso Papa di Alcamo, che negli ultimi decenni del secolo XV era portulano, custode e magazziniere di Castellammare un certo Romano Giovan Battista al quale erano affidati tutti i cereali e mercanzie depositati nei magazzini del caricatore.
Allo stesso Romano venivano dirette tutte le ordinanze per l'assegnazione dei cereali alle città siciliane, ai porti italiani ed esteri emanate dal governo delle Due Sicilie.
Due erano i possibili punti d'imbarco: il primo nella Marina Grande e nella zona dei "Cerri" dove dovevano essere ubicati i magazzini.
Anche il sottoscritto ricorda che fino all'anno circa del 1926 esisteva nei Cerri una forma di pavimentaziane, oggi completamente scomparsa. Questa Marina si prestava per l'imbarco e sbarco delle merci, ed ancora, fino all'anno 1920 e poco oltre venivano i velieri (da 50.000 tonnellate o poco più o meno) carichi di pezzi di terracotta (brocche, pentole etc.) oppure di patate e cipolle, i primi provenienti dalla marina di Patti e gli altri dal napoletano, i quali, tirati a terra nella zona tra il vallone e la tonnara di Costamante, vendevano all'ingrosso e al minuto tutta la loro merce.
Così, pure, sia nel mare della Marina Grande, come in quello di Petrolo venivano caricate le botti piene di vino, che rimorchiate fin sotto bordo delle navi, colle gru di bordo venivano caricate sulle stesse navi.
Oggi il sistema è del tutto cambiato. Il vino trasportato con autocisterne fin sulla banchina, o sul molo, con pompe viene versato nelle motonavi cisterne.


da: D. Salvatore Antonino Romano - Miscellanea- Castellammare del Golfo- Valderice -1981


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