- Queste note non hanno la pretesa di costituire critica letteraria, ma di segnalare testi che a parere del redattore sono apportatori di conoscenza sui luoghi, sui fatti e i personaggi della storia e della società nell'area del Golfo.
Eravamo di sinistra
"Eravamo di Sinistra", scritto a quattro mani da Ignazina Scandariato, professoressa con l'inclinazione per l'endecasillabo e da Giuseppe Asaro, libero professionista prematuramente scomparso, con un passato attivo, a sinistra, nelle vicende politiche locali, e' sicuramente una interessante e per certi versi intrigante esplorazione, con l'occhio di chi certi avvenimenti li ha conosciuti, ed in certi casi subiti, del microcosmo politico-sociale castellammarese storicamente vessillo e feudo della defunta (?) Democrazia cristiana.
Un'analisi "di fatti, uomini e cose" che prende avvio dalla firma a Cassibile dell'armistizio con gli Anglo-americani (8 settembre 1943) e giunge, attraverso la narrazione di una miriade di piccoli e grandi avvenimenti, fino agli anni 90. Ma quale Castellammare i due autori propongono ai lettori? Una domanda a cui Giuseppe Asaro e Ignazina Scandariato rispondono prendendo a prestito le parole di Condorcet: "Una realta' trasformata in palcoscenico in cui ognuno recita a soggetto". Una peculiarita' che questa cittadina proiettata imperiosamente nell'omonimo golfo, e "spesso al centro di eventi significativi", scopre negli anni immediatamente dopo la fine del secondo conflitto mondiale e conserva "mirabilmente" fino ad oggi.
Nel libro si raccontano le prime lotte politiche tra radicalismo e reazione, gli anni del primo sindaco Don Giacomo Caiozzo, le azioni spregiudicate dei "professionisti del potere", il ruolo soffocante "di quelle famiglie o gruppi che in uno con la burocrazia conservatrice si costituirono nella fazione reazionaria per riconquistare il controllo-dominio della cosa pubblica per tornare a gestirlo come il feudo piu' redditizio". Senza dimenticare le difficolta delle forze radicali (comunisti, socialisti, liberali-monarchici non fascisti, repubblicani, anarchici) e "le manovre prefettizie malgrado non ricorressero le condizioni di legge" come "il ritiro di tutte le licenze di porto d'armi senza un'apparente causa" in occasione delle elezioni del 1948.
Spiegano gli autori :"Quella fu un'operazione di uso del potere a fini di potere per consentire margini di assoluta certezza nella conquista del Comune" da parte delle "forze reazionarie", Democrazia cristiana in testa. E le forze di Sinistra? "Quelli erano tempi-spiega Giuseppe Asaro- in cui aveva un senso sostianzale e di vita essere di sinistra in genere; la cappa della discriminazione era, senza dubbio, piu' pesante in Sicilia, ancora piu' pesante a Castellammare, centro dove chi si opponeva alla D.C. veniva ipso facto demonizzato".
Un "Pamplet" di parte senza dubbio, ma di sicuro interesse per l'attento lettore che voglia aggiungere altri ed ulteriori elementi alla conoscenza del formarsi della realtà locale quale oggi la conosciamo.