Giuseppe Borruso Bocina (1834 - 1881)

Di famiglia benestante e civile, nacque nel 1834. II padre Dr. Francesco (1809-1862), assieme al Dr. Francesco Marcantonio Plaia, al Dr. Giuseppe Calandra e a pochi altri, era fra gli esponenti del Partito "Liberale", in contrapposizione a quello "Borbonico" capeggiato dal famoso e discusso notaro Andrea Di Blasi (1800-1876) di famiglia di Alcamo, e dal genero di questi Gioacchino Borruso (1812-1892), fratello dello stesso Dr. Giuseppe.
La madre era Maria Bacino (1813-1851), che alla nascita del figli viene dichiarata come Bocina. Ella era figlia di Michele, "medico fisico" nato a Burgio (Agrigento) nel 1772 e morto nel 1847, il quale era venuto a Castellammare, giovane, al seguito del fratello sacerdote Tommaso (1757-1828).
I Bacino o Bocina si sono estinti con le tre figlie del Dr. Michele. II nostro, a 26 anni, fece parte della squadra dell'ericino Giuseppe Coppola, partecipando alla campagna garibaldina. Nella rivolta borbonica del capodanno 1862 (dei "Cutrara"), Giuseppe Borruso ebbe uccisi il padre, la sorella Francesca di 26 anni ed il marito di questa Girolamo Asaro, di anni 24.

Avvocato, nelle elezioni della XI legislatura, svoltesi nelle tornate del 20 e del 27 novembre 1870, fu eletto deputato per il Collegio di Calatafimi.
Fu riconfermato nelle elezioni del 1874, del 1876 e del 1880. Durante la permanenza a Roma fu Direttore della sede romana del Banco di Sicilia. Alia Camera sedette a sinistra e partecipò attivamente e con competenza alle discussioni parlamentari, occupandosi specialmente di question! militari.
Si occupò anche della pratica per la costruzione del porto in Castellammare, ma i suoi interventi non approdarono, come quelli di altri, a nulla.
Interessato e sollecitato dai paesani, fece modificare il progetto iniziale della costruenda strada ferrata Palermo-Castelvetrano-Trapani, in modo che la stazione ferroviaria prevista alle porte di Alcamo, fosse costruita piu vicina al paese.
Morì a Roma, in piena attivita, il 7 giugno 1881. Castellammare, pur essendo stato il Borruso suo primo deputato, che aveva preso a cuore la risoluzione dei problemi del porto e della ferrovia, gli ha dedicate una povera e modesta via del quartiere Petrazzi.