Genealogy (C-C)

Castellammare del Golfo Online

 

 

Genealogy (C-C) - Castellammare del Golfo Online  

-) Cacciatore

Caduti (15-18) 
Cacciatore Diego (1897-1917) di Angelo e di Anna Scibilia
 
 

19) Caiozzo 

A Castellammare dai primi del Settecento, provenienti da Calatafimi, i Caiozzo sono di lontana origine Normanna. 

Infatti il cognome, già Caiozzo o Caiazza, proviene dalla provincia di Caserta, dal comune di Caiazzo che un tempo era contea della famiglia. 

Dei Caiozzo esistono in pratica tre gruppi di famiglie, delle quali le origini comuni sono accertate e che nel primo ramo comprendono contadini ed operai, e qualche negoziante, mentre nel secondo ramo si notano i professionisti e gli impiegati. 

Il terzo ramo si è ridotto a poche persone emigrate in Argentina ed era composto da pescatori. Nei primi due rami il nome più diffuso è Camillo. 

Fra i "personaggi" del ramo "civile" si ricordano il Dr. Giuseppe Caiozzo Munna (1870-1958) ed il figlio Prof. Aurelio (nato nel 1921), già sindaco, ed il prof. Salvatore Caiozzo Spiga (nato nel 1923) insegnante a Stoccolma.  

-) Caleca

Caduti (15-18) 
Caleca Francesco (1887-1917) di Giuseppe  e di Vincenza Furco, disperso durante la ritirata di Caporetto
Caleca Pietro
Caduti (40-45) 
Caleca Pietro (1919-1944) Di Gaspare e di Vincenza Bongiovanni, disperso in Russia 
 

-) Caleri

Caduti (40-45) 
Caleri Luigi (1920-1942) di Luigi e di Sebastiana Chicchirello, caduto in Jugoslavia
 

20) Cannone 

Esclusa una famiglia (quella di Osvaldo), proveniente da Alcamo, tutti gli altri Cannone di Castellammare quelli che dal paese sono emigrati in U.S.A., discendono da Ignazio di origine ericina, e da Vincenza Garofalo, della famiglia dello scrivente, vissuti nella seconda metà del Settecento. 

Fra i Cannone si sono avuti il Sacerdote Giuseppe Cannone Di Maria (1811-1895) ed i fratelli Ignazio (1895-1951) e Sebastiano (1909-1983), già presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso. 

21) Carollo 

Famiglia originaria da Castelbuono, venuta nella prima metà del 600, di cui esistono ancora alcuni rami. 

Come afferma Bent Parodi sul Giornale di Sicilia, "è un originario diminutivo, con valore affettivo vezzeggiativo" della parola Caro, antico nome medioevale, attinente all'aggettivo caro. 

Nel ramo dei Carollo civili o ricchi notiamo i nomi di Procopio, Ignazio e Francesco, mentre nel ramo degli "ortolani" notiamo di solito i Giovanni ed i Felice. 

Appartennero a questa famiglia (primo ramo) 4 sacerdoti: Arcangelo (morto nel 1775), Giuseppe (morto nel 1776); alcuni sarti e molti proprietari, fra cui l'ing. Ignazio Carollo (1852-1932) già citato.  

-) Carrara

Caduti (40-45) 
Carrara Angelo (1917-1942) di Carlo e di Dorotea Ebboli 
 

22) Cascio 

Famiglia comparsa nel Settecento, proveniente da Burgio e come vuole la tradizione, attraverso Salemi, ove i Cascio abbondano. 

Infatti nel ramo abbastanza numeroso della famiglia, dove abbondano i Calogero, per cui alcuni Cascio sono detti "caliddi" (come si dice a Salemi) alcuni erano proprietari di un vasto terreno in contrada Sarcuna, del quale ancora una parte è detta Casciu-Salemi. 

Il cognome, che potrebbe dare l'impressione di essere derivato da Cassio (dal latino Cassius), e loè vero per qualche sparuta famiglia del Nord Italia, in Sicilia e specialmente nel trapanese, nel palermitano ed un pò nell'agrigentino, deriva dal siciliano "casciu", dal casolare di campagna in cui si preparano i latticini, fra cui il formaggio o "caciu" (B.Parodi). 

Al ramo principale, cui appartenne suor Maddalena Cascio Mortillaro (1875-1943) abbondano i nomi di Calogero, Maddalena, Giovanni, Mariano, Nicolò e Giuseppe. 

Fra i Cascio ricordiamo anche il sindaco Giovanni ed il figlio prof. Giuseppe.  

23) Cassarà  

Cognome di evidente origine araba, divisa in tre o quattro rami, ma forse di unica origine. 

Fra i Cassarà il nome più comune è Girolamo, seguito da Leonardo, da Gaspare e da Salvatore. 

Fra i Cassarà annotiamo muratori, contadini, pastori, proprietari e qualche professionista, fra cui I'avv. Cassarà, già proprietario del Castello.  

24) Castronovo 

Ho notizie di questa famiglia, il cui cognome potrebbe essere derivato per provenienza dalla omonima cittadina madonita, fin dal Settecento, quando risulta presente in paese Carlo (1778-1864) fabbro ferraio figlio di Luigi e di Francesca Colomba. 

Per cinque generazioni, fino a Luigi (1897-1983) che diventò meccanico, i Castronovo sono stati fabbri ferrai; mentre ora vi è qualche impiegato. 

Nonostante i due secoli di permanenza, i Castronovo non si sono diffusi.  

25) Catalano  

Famiglia di chiare origini spagnole (dalla Catalogna), da non più di tre secoli a Casteliammare, proveniente da Calatafimi. 

I suoi membri, per lo più, si sono dedicati al mare e alla pesca, qualcuno riuscendo a diventare proprietario. Qualche famiglia Catalano, nell'Ottocento, venne ancora da Calatafimi, ma non ha lasciato discendenti.

Nomi più diffusi: Arcangelo, Giovanni e Leonardo. 

Molti emigrati in U.S.A., Argentina ed in Francia, (provenienti dalla Tunisia), oltre che nel Nord Italia.  

26) Cataldo 

Di civile condizione, I'avv. notaio Antonino Cataldo Paolino (1812-1898) venne da Terrasini a Castellammare, paese della moglie Sebastiana Borruso Plaia (1810-1887), zia dell'On. Giuseppe Borruso Bacino. 

Ebbe la fortuna o l'onore di essere sindaco tra il 1859 ed il 1860. 

Ebbe quattro figli: il gesuita Giuseppe Maria Beniamino (1837-1928), apostolo sulle montagne Rocciose delle tribù dei Nasi Forati, dei Piedi Neri e dei Corvi; il giovane chirurgo Gian Battista (1839-1865) il chierico Francesco (1848-1964), e Rosaria (1845-1928) che andò sposa all'avv. Antonino Gallo Galante (1843-1893).  

27) Catanzaro 

Da Melchiorre, nato ad Alcamo e sposatosi a Castellammare il 24/12/1712 con Anna Dìstino, discendono tutti i Catanzaro del paese, alcuni legati al mare, altri alla terra, altri all'artigianato. 

Cognome tipico il Melchiorre in un ramo, I'Onofrio in un altro.

Caduti (15-18) 
Catanzaro Erasmo (1898-1918) di Melchiorre e di Maria Di Lorenzo
Catanzaro Nicolò (1893-1916) di Carlo e di Antonia Aluzzo
Caduti (40-45) 

 

-) Chiarenza

Caduti (15-18) 
Chiarenza Lorenzo (1894-1918) di Giuseppe e di Giovanna Colomba
Chiarenza Gaspare
Chiarenza Giovanni
Caduti (40-45) 
Chiarenza Francesco (1910-1943) di Melchiorre e di Francesca Palmeri 
 

28) Ciaravino 

Potrebbe il cognome derivare da un mestiere, che avrebbe potuto essere quello del sensale (o mediatore) addetto al controllo del vino, per stabilirne la genuinità e la bontà. "Ciarare" in dialetto equivale a odorare. 

A Castellammare da poco più di tre secoli, i Ciaravino si sono diffusi abbastanza. 

Fra i nomi più antichi figurano Stefano, Vincenzo, Filippo, Alberto, Salvatore, Vito, Onofrio e Gaspare. 

Vi sono stati e vi sono, fra i Ciaravino, pescatori, contadini, bottai, possidenti, impiegati, professionisti. 

Risultano molti dei Ciaravino emigrati in altre parti di Sicilia e d'Italia, come in qualche parte dell'Europa e molti in America del Nord ed in quella del Sud.  

Caduti (15-18) 
Ciaravino Giuseppe (1887-1916) di Giacomo e di Grazia Russo
Caduti (40-45) 
Ciaravino Antonino (1916-1941) di Antonino e di Carlotta Quaglia, sergente caduto nell'eroica difesa di Giarabub 
Ciaravino Giuseppe (1916-1943) di Giuseppe e di Marianna Fundarò, marò
Ciaravino Vincenzo (1920-1942) di Angelo e di Francesca Lipari, marito di Giovanna Mistretta, marò
Ciaravino Vito (1920-1943) di Domenico e di Lucia Guecia
Ciaravino Giovanni
Ciaravino Vito, fante

29) Cicinelli  

Alla fine del Settecento Agostino Cecinelli (1768-1833), civile, da Paceco, forse città nativa, venne a Castellammare, dando origine a possidenti e bottai. 

Con l'andar del tempo il cognome da Cecinelli diventò Cicinelli. 

Caratteristico il nome di qualche donna della famiglia: Perna (cioè Barnaba).  

30) Ciufia 

Nel dialetto toscano è detto ciufia I'uomo pigro, cioè "lagnusu". 

Non ho ancora trovato da dove è venuta nel Settecento la famiglia. 

Le prime notizie parlano di un Cono, sposato ad Antonina Asaro Galante. 

II nome Cono, tramandato fino ai nostri giorni da nonno a nipote, mi fa pensare ad una venuta dalla provincia di Catania, o al massimo da qualche zona del messinese, ove il nome è comune per la venerazione di San Cono, il quale ha dato anche il nome ad un piccolo paese del caltagironese. 

  

31) Coco  

II cognome deriverebbe da un tizio di professione cuoco. 

Sembra che siano venuti a Castellammare, ai primi del '700, da Monreale, anche se il nome è molto diffuso a Catania. 

Variante del nome è Lo Coco. 

Caratteristico nella famiglia il ricorrente nome di Gesualdo.  

32) Colomba  

Si vuole dire che deriva da Colombo, che a Milano è il primo dei cognomi, come lo è Napoli I'Esposto o Esposito, e per gli stessi motivi. 

Ma potrebbe derivare da chi, nei lontani secoli allevava colombi. 

Esistono dalla fine del '600 diversi rami della famiglia. 

Da Angelo e da Diega Gandolfo, nativi di Calatafimi, discendono i rami cui appartengono i due cugini sacerdoti: Andrea Colomba Bosco (1882-1958) e Andrea Colomba Cascio (1883-1964) e i Dott. Antonino (1898-1977) e Camillo (1906-1962). 

Negli altri rami abbondano i Lorenzo ed i Nicolò.  

Caduti (15-18) 
Colomba Alberto (1884-1917) di Antonino e di Rosa Fontana
Colomba Alberto (1889-1916) di Vito e di Antonia Bosco
Colomba Camillo (1892-1916) di Vito e di Antonia Bosco
Colomba Francesco (1900-1918) di Lorenzo e di Maria Navarra, deceduto a Imola
Caduti (40-45) 
Colombo Ignazio (1917-1942) di Erminio e di Vittoria Galante, annegato nel mare di Pantelleria

-) Colonnello

Caduti (15-18) 
Colonnello Paolino (1893-1918) di Antonino e di Maria Di Bona
 

33) Como 

Diverse famiglie portano questo cognome, la cui origine forse è comune, come dimostrerebbe il fatto che in tutti i rami si riscontrano i nomi di Andrea, Vincenzo e Antonino. 

Per I'analisi del cognome forse dovrebbe farsi lo stesso discorso che si è fatto per gli Ancona, cioè che culla della famiglia sìa stata la città di Como. 

A Castellammare sono comparsi nel Settecento, ma non so da dove siano venuti. 

Ad un ramo, in paese estinto, ma forse fiorente in U.S.A., e derivato da Ignazio Como Zangrè (1825-1867), appartennero I'insegnante Pietro di fede fascista ed il fratello prof. Francesco (1896-1949). 

AI ramo dei Como-Bosco appartennero alcuni frati. 

A Napoli esiste del cognome la variante Cuomo.  

Caduti (15-18) 
Como Antonino (1895-1916) di Vincenzo e di Concetta Puma
Como Gaspare (1886-1917) di Carlo e di Anna Brucia, marito di Maria Turriciano
Como Michele (1896-1915) di Vincenzo e di Domenica Randazzo
Como Onofrio (1882-1917) di Vincenzo e di Maria Brusca
Como Onofrio (1888-1916) di Andrea e di Orsola Bevilacqua
Como Salvatore (1893-1917) di Andrea e Orsola Bevilacqua
Caduti (40-45) 
Como Francesco (1920-1943) di Salvatore e di Orsola Ilardi, caduto in Grecia
Como Gaspare (1908-1945) di Luciano e di Maria Como
Como Gaspare (1919-1941) di Vincenzo e di Benedetta Stabile, sull'incrociatore Fiume
Como Giovanni (1923-1945) di Giuseppe e di Antonia Palmeri
Como Luciano (1917-1943) di Luciano e di Maria Como, artigliere

-) Concordia

 
Caduti (15-18) 
Concordia Michele (1889-1915) di Ignazio e di Vincenza Prinzivalli

34) Coniglio  

Famiglia di fede borbonica che nell'Ottocento era imparentata con i Plaia (antenati dell'avv. Giuseppe), coi Sangiorgio, coi Marcantonio, estintasi in linea maschile nel 1873 con Ferdinando (nato nel 1803) ed in linea femminile con Rosalia Coniglio Bonfiglio (1835-1920).  

35) Coppola 

II cognome, a quel che sembra, trae origine dal copricapo caratteristico molto in uso nel sud e nelle isole, cioè la "coppola", e può indicare chi nel passato era uso portarla, o chi la vendeva. 

Esistono diverse famiglie di questo cognome, delle quali, oltre a quelle esistenti nel Settecento, alcune sono venute dall'ericino. 

I Coppola hanno espresso alcuni sacerdoti: Domenico (1821-1888), Giuseppe (1819-1906), fratelli Giuseppe Coppola D'Anna (1824-1891) e Paolo Coppola Ingoglia (1816-1841). 

Nel ramo più importante si notano i nomi Castrenze, Ignazio, Isidoro e Pietro. 

36) Cosenza 

Chiamati anche Cusenza. AI pari di Cosentino può denotare I'origine dalla città calabrese. 

A Castellammare sono venuti, alcuni, dall'ericino, altri dalla Favarotta (Cinisi-Terrasini), altri ancora da Piana degli Albanesi. 

II ramo più antico vanta oltre due secoli di stanziamento. 

Nome caratteristico nel ramo di Piana è Epifanio. 

Come quasi tutte le famiglie troviamo emigrati in America ed in Francia (qui provenienti da Tunisi). 

I Cosenza, nel lontano passato, sono stati "beccai", mentre gli altri, e specialmente i Cusenza, dediti alla terra e all'allevamento del bestiame da latte.  

37) Costa 

Diverse famiglie dal cognome Costa esistono o sono esistite a Castellammare, di cui qualcuna originaria di Calatafimi e qualche altra di Partinico.

II cognome trae origine dal lontano toponimo di molte località, specialmete del Nord Italia. 

Da un ramo, di artigiani prima e di possidenti poi, discende Paolo (1872-1956), per diversi anni ricevitore del lotto, I'avv. Andrea (1911-1968), il farmacista Paolo (1881-1944) ed il vivente Dr.Andrea (nato nel 1924). Abbondano gli emigrati in Italia e all'estero.  

Caduti (15-18) 
Costa Antonino
 

38) Costamante 

Famiglia originaria di Canicattì (Agrigento). 

Venne a Castellammare verso la metà del Settecento con Antonino, che nel 1752 sposò Anna Montalto, sorella del sac. Camillo (morto nel 1811). 

Dei figli di Antonino, Camillo (1755-1834) fu sacerdote e Pietro (nato nel 1757) fu sindaco e sposò Anna Militelli, sorella dell'Arciprete Salvatore. 

Figli di Pietro furono: Antonino (1792-1876) ricevitore di dogana e fervente borbonico, e Giovan Battista (1799-1837) arciprete per circa un anno. Da Antonino nacquero, da un primo matrimonio, Pietro (1831-1902) e dal matrimonio con Antonina Verdirame, Alberto (1851-1906) e Camillo (1853-1907). Da questi ultimi tre si sono diramati i rami emigrati di Palermo e di Roma e I'estinto ramo paesano.  

-) Crescendo

Caduti (40-45) 
Crescendo Guglielmo (1913-1948) di Giuseppe e di Maria monticciolo, bersagliere, ferito gravemente a Derna e morto dopo anni a seguito delle ferite riportate, equiparato ai caduti
 

39) Cruciata 

Nel 1780 venne da Alcamo Francesco Cruciata figlio di Sebastiano, assieme ai figli Sebastiano, Gaspare e Antonino, dai quali hanno avuto origine le famìglie castellammaresi Cruciata e Crociata. 

Per quanto riguarda il significato del cognome si può fare riferimento alla croce o ai crociati, almeno così alcuni intendono. 

In molti rami il nome Sebastiano continua ad alternarsi quasi sempre con Antonino. 

In altri rami in genere si notano i nomi Gaspare, Francesco, Mariano, Vincenzo e Alberto (questo derivato dagli Ingoglia). 

Nell'Ottocento un Mariano, pronipote del primo venuto, fu monaco col nome di padre Francesco poi fu sacerdote Francesco Cruciata Calabrò (1877-1942), mentre vivente e giovane abbiamo il sacerdote Michele Antonino C. Garofalo, parroco di Ummari e animatore di attività evangeliche e culturali. 

Un tempo i Cruciata erano pressocchè tutti contadini o borghesi, poi molti divennero possidenti, attualmente vi sono impiegati e professionisti.  

Caduti (15-18) 
Crociata Leonardo (1895-1918) di Gaspare e di Marianna Curatolo, in prigionia
Caduti (40-45) 
Cruciata Gaspare (1915-1942) di Sebastiano e di Francesca Mannina artigliere

40) Curatolo 

II cognome, diffuso anche in Calabria, trae origine dal soprannome che in Sicilia o nel sud in genere si dava al fattore che aveva cura di un fondo, o al capo dei mandriani. 

Da oltre due secoli a Castellammare, in buona parte, sono stati pescatori o pescivendoli e marittimi, con qualche capitano marittimo e armatore. 

I nomi più comuni nella famiglia: Leonardo, Diego, Antonino, Benedetto, Giuseppe, Santo, mentre in un ramo compare Alonzo.

Caduti (15-18) 
Curatolo Giuseppe (1893-1915) di Antonino e di Gaetana Palmeri caporale
Curatolo Gaetano