Genealogy (D-D)
- Castellammare del Golfo Online
41) D'Angelo
Il cognome è
tra i più diffusi e uno dei più antichi di Castellammare.
E' diffuso anche
in buona parte d'Italia, ed in Sicilia lo troviamo in quantità,
per quel che so, a Palermo, Alcamo, Trapani e in provincia di Caltanissetta.
In altri posti,
come nell'ericino, a Salemi e Mazara il cognome è semplicemente
Angelo e si può ritenere che l'origine, sia degli Angelo che dei
D'Angelo derivi dal nome proprio Angelo (cioè figlio di Angelo)
o abbia attinenza religiosa.
Abbonda, in paese,
I'elemento marinaro, ma non manca quello contadino, o il calzolaio, ed
ora I'impiegato ed il professionista.
Dati i rami ed il
numero delle famiglie esistenti, i nomi ricorrenti sono molti.
Da un ramo discendente
da un Silvestro, quasi tutti i componenti sono stati o sono beccai (cioè
macellai).
Caduti (40-45)
D'Angelo Giuseppe (1923-1944) di Vincenzo
e di Anna Cassarà, nato e residente a Genova, ma figlio di catsellammaresi
D'Angelo Gaetano (1942 ?), marò
42) D'Anna
Cognome abbastanza
diffuso e le cui famiglie appartengono a vari strati e ceti sociali.
L'origine è
chiaramente matronimica, originaria di Cefalù.
II ramo più
"civile" e benestante è quello dei D'Anna - Gioia, poi classificati
come D'Anna Militelli, al quale appartennero il Dr. Gaetano (1810-1878)
sindaco nel 1851 , I'omonimo nipote Dr. Gaetano (1872-1966) e i figli di
questi geom. Giuseppe (1907-1978), noto esponente nel campo dell'agricoltura
e nel campo politico, quale attivo rappresentante del M.S.I., ed Andrea,
avvocato ed agricoltore.
Un secondo cugino
di questi ultimi è stato Ignazio D'Anna Buccellato (1918-1943) tenente,
morto a Gafsa.
In questo ramo si
contano anche tre suore.
Da una linea collaterale
è disceso il farmacista Pietro (1931-1979).
Al ramo, abbastanza
numeroso dei D'Anna Perniciaro, i cui rappresentanti sono stati in gran
parte falegnami è appartenuto Francesco D'Anna Como (1884-1971 ),
già consigliere comunale, e vi appartiene il prof. Pietro.
Ad altro ramo di
possidenti è appartenuto il farmacista Alessandro (1872-1959).
Caduti (15-18)
D'Anna Alberto (1888-1916) di Giuseppe e
di Dorotea Caleca, sergente
Caduti (40-45)
D'Anna Ignazio (1918-1943) di Giacomo e di
Lucia Buccellato, tenente caduto a Gafsa (Tunisia)
-) Dattolo
Caduti (15-18)
Dattolo Leonardo
43) Di Bartolo
Cognome patronimico
(figlio di Bartolo), esistente a Castellammare da circa due secoli.
Senza eccezione
in tutti i rami (tranne qualche elemento) la maggior parte dei Di Bartolo,
a dimostrazione della stessa origine, sono un pò bassi di statura,
e tutti portano il soprannome di "scarpareddu".
Nella maggioranza
sono inseriti nelle varie attività lavorative, ma non mancano qualche
impiegato e qualche professionista.
Caduti (40-45)
Di Bartolo Giuseppe (1918-1942) di Giuseppe
e di Maria Pampalone, disperso
44) Di Benedetto
Per le origini del
cognome si può fare lo stesso discorso fatto per i D'Angelo, i D'Anna
ed i Di Bartolo, cioè che discendano da un "Benedetto".
Abbastanza antico
il cognome e numerosi sono attualmente i Di Benedetto, anche se qualcuno
è emigrato, divisi in quattro-cinque rami principali ed in altri
secondari.
Nel passato erano
tutti legati alla terra, mentre da alcuni decenni molti si sono inseriti
in altre attività lavorative e professionali.
II nome più
caratteristico è Martino, tanto che si è arrivati a dire
"Vito Martino" anziché Vito Di Benedetto e nella parrocchia di San
Giuseppe, Martino Di Benedetto, morto nel 1935, é stato registrato
dal parroco di allora come "Benedictus Martinus".
Alla sua morte Angela
Curatolo Bonomo (1775-1835) viene citata come vedova di Felice Di Martino,
il quale non era altri che Felice Di Benedetto Calandra (1770-1827) figlio
di Martino.
Caduti (15-18)
Di Benedetto Martino (1885-1915) di Giuseppe
e di Maria Illuminata Di Maria, richiamato, deceduto all'ospedale di Pavia
-) Di Bona
Caduti (15-18)
Di Bona Felice (1898-1916) di Giuseppe e
di Anna Portuesi
Di Bona Giuseppe (1883-1916) di Soccorso
o (Curzio) e di Maria Galante, marito di Eucaristica Galante
-) Di Gaetano
Caduti (15-18)
Di Gaetano Giuseppe (1880-1918) di Giuseppe
e di Giacoma Pipitone, marito di Caterina Sarro, morto in prigionia
-) Di Girolamo
Caduti (15-18)
Di Girolamo Antonino (1898-1917) di Stefano
e di Maria Navetta
Di Girolamo Rosario (1878-1915) di Stefano
e di Francesca Fundarò
-) Di Lorenzo
Caduti (15-18)
Di Lorenzo Antonino (1893-1916) di Benedetto
e di Rosaria Piazza
45) Di Gregorio
Altro cognome patronimico.
Da oltre due secoli
a Castellammare. In un ramo di saccalori (lavoratori del mulino) e di beccai
(macellai), si alternano i nomi di Leonardo e di Calogero,mentre nel ramo
di "Palluni" si alternano Vincenzo e Giuseppe.
In altri rami troviamo
spesso i nomi di Ignazio, Tommaso, Francesco, Pietro, Benedetto e Bartolomeo.
Una famiglia Di
Gregorio da alcuni anni è venuta da Valderice, ed esercita in specie
il commercio della frutta.
Qualche altra è
originaria di Alcamo.
Caduti (40-45)
Di Gregorio Giuseppe (1920-1944) di Bartolomeo
e di Vincenza Gioia
Di Gregorio Francesco, sergente, figlio di
barbiere
-) Di Maria
Caduti (40-45)
Di Maria Giuseppe (1913-1942) di Giuseppe
e di Rosaria Buccellato, disperso
-) Di Salvo
Caduti (15-18)
Di Salvo Angelo (1893-1915) di Vincenzo e
di Pietra Pizzo
46) Di Stefano
Cognome patronimico,
esistente da oltre 2 secoli.
Quasi tutti detti
"Faraci", perchè discendenti da Rosaria Faraci che alla fine del
Settecento aveva sposato Leonardo Di Stefano.
Figlia di questi
fu quella Vita (1795-1839), sposa di Vito Pampalone, e ch'era "Ruotara
dei projetti".
Mentre nei "Faraci"
abbondano i Leonardo, gli Stefano, i Francesco; in un altro ramo contiamo
ì Simone, i Salvatore ed i Silvestro.
Moltissimi gli emigrati
in Italia ed all'estero.
Sono inseriti in
molte attività sociali.
Caduti (40-45)
Di Stefano Simone (1922-1942) di Vito e di
Giuseppa Galante, disperso
-) Ditta
Caduti (15-18)
Ditta Ignazio (1884-1916) di Francesco Maria
e di Domenica Olivieri, marito di Antonina Carollo
47) Domingo
Di origine spagnola,
da Domingo che trae origine dal giorno dedicato al Signore, dalla metà
del Settecento ne contiamo due rami, uno discendente da Giuseppe (1770-1820)
in cui vi sono gli Alberto, i Santo ed i Salvatore, e I'altro da Giuseppe
(1785-1845) e da Maria Carollo, e nel quale ricordiamo I'avvocato Sebastiano
(1828-1898) ed il figlio di questi, pure avvocato, Antonino (1865-1925).
Terzo ramo possiamo
chiamare quello disceso da Salvatore (1789-1865), fratello del citato Giuseppe.
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