Genealogy (E-F)

Castellammare del Golfo Online

 

 

Genealogy (E-F) - Castellammare del Golfo Online

-) Epaminonda

Caduti (15-18) 
Epaminonda Antonino (1878-1918) di Antonino e di Maria Curatolo, marito di Giuseppe Oliva

-) Errante Carlo

Caduti (40-45) 
Errante Carlo (1912-1945) di Antonino e di Maria Chiarenza marito di Francesca Saraceno, disperso in Germania 
 

48) Errigo

Da circa due secoli a Castellammare e forse originari da Borgetto, ove alcuni Errigo, alla fine del secolo scorso, si sono trasferiti. 

A Castellammare la famiglia è pressocchè estinta. 

Infatti Leonardo Errigo Scaraglino (1906-1983), è morto senza figli maschi, mentre il fratello Giuseppe (nato nel 1914) vive celibe a Scanza. 

Gli Errigo si dicono discendenti da un Enrico duca di Brabante, e pertanto di razza fiamminga.

-) Faraci
Caduti (15-18) 
Faraci Vito (1887-1915) di Ignazio e di Girolama Ferrara a Trapani

49) Ferrantelli

Originari di Burgio (Agrigento) i due fratelli (di cui uno trasferitosi subito ad Alcamo), venuti verso la fine dei Seicento. 

Dal capostipite discendono diverse famiglie che; a partire dalla fine del '700, si sono divise in 7 rami principali ed in altri secondari. 

Caratteristico nella maggior parte dei rami è il nome Gioacchino che si ripete in ogni generazione, il che sta a dimostrare I'origine comune. 

Un Gioacchino (1822-1886) fu capo delle guardie urbane nel 1848, mentre il figlio Antonio (1852-1931) fu sindaco nel 1909. 

Lontana parente dei precedenti era I'insegnante elementare Francesca Ferrantelli Messina (1891-1949). 

Mi piace ricordare che un Francesco Ferrantelli. Saladino (1810-1877) contadino, era tanto religioso e "papalino" che, ad un figlio nato nel 1848, impose il nome di Pio Nono. 

Questi morì poi nel 1927, lasciando due figlie sposate ed un figlio celibe. 

Caduti (15-18) 
Ferrantelli Giuseppe (1900-1918) di Antonino e di Maria Messina
Caduti (40-45) 

-) Ferrara

Caduti (40-45) 
Ferrara Francesco (nato nel 1922) di Giovanni e di Caterina Longo, bersagliere, scomparso in Russia 
 

-) Ferro

Caduti (15-18) 
Fero Mariano (1887-1918) di Giacomo e di Vincenza Galante, marito di Anna Coppola, morto in prigionia

-) Finazzo

Caduti (15-18) 
Finazzo Salvatore (1877-1917) di Paolo e di Giovanna Beninati
Caduti (40-45) 
Finazzo Santo (1918-1940) di Camillo e di Giuseppa Navarra, caduto in Albania 
 
 

50) Filippazzo

Mastro Pietro Filippazzo (1747-1826) figlio di Antonino e di Rosa Buatta (!), dalla moglie Antonina Buccellato Galante (1774-1937), tra i figli, ebbe Antonino (1791-1836) e Vincenzo, muratori come lui.  
Da questi discendono i due rami tuttora esistenti.  
Da Antonino provengono muratori ed operai, buona parte emigrati nel Nord - Italia ed in Usa.  
I discendenti di Vincenzo, da murifabbri si sono evoluti dando origine a professionisti, impiegati e marittimi.  
Di questo ramo si ricordano i dottori Pietro (1864-1951) e Giuseppe (1909 - 1967) padre e figlio.  
 
Caduti (40-45) 
Filippazzo Vincenzo (1903-1941) di Antonino e di Angela Miceli capitano marittimo, affondato con la nave  
 

-) Fiordilino

Caduti (40-45) 
Fiordilino Antonino (1915-1940) di Antonino e di Paola Fileccia, a bordo del Cavour
 

-) Fiorello

Caduti (15-18) 
Fiorello Giuseppe (...-1917) di Mariano e di Giuseppa Ciaravino

51) Foderà

Diverse famiglie portano questo cognome, alcune legate da evidente e riconosciuta parentela, altre forse di origini diverse. 

La famiglia più notevole, nella vita paesana, è stata quella dei Foderà-Galatioto, il cui capostipite per ora da me conosciuto è un Leonardo vissuto tra il Sette e I'Ottocento. 

Dal figlio Mariano discendono i bottai, mentre dal figlio Giuseppe (1808-1895) discendono i professionisti. 

Ambedue i rami composti anche da possidenti. 

Da Giuseppe, fra gli altri, nacque il Dr. Rocco (1841-1910), del quale si è parlato quale sindaco e per la attività svolta. 

Da Vito, altro figlio del Giuseppe discendono i Foderà di Palermo, proprietari di tonnare. 

AI ramo dei "bottari" appartengono il sacerdote Giuseppe (1874-1 940) e I'ing. Giuseppe (1892-1918), morto in guerra. 

In un ramo che chiamo dei Foderà Neglia si notano i nomi di Camillo, Vincenzo, e vi sono appartenuti i monaci e fratelli Vincenzo e Francesco Foderà Calabrò. 

Caduti (15-18) 
Foderà Girolamo (1900-1918) di Leonardo e di Giuseppa Turano
Foderà Giuseppe (1892-1918) di Giuseppe e di Rosa Borruso, laureato in ingegneria
Foderà Gaspare
Caduti (40-45) 
Foderà Francesco (1920-1941) di Giuseppe e di Leonarda Buccellato
 

52) Fontana

II cognome è molto diffuso in tutta Italia, con punte massime in Sicilia e nel Trentino, e trae origine dai toponimi di molte località che hanno alla base "fontàna" "fonte", sorgente d'acqua (B. Parodi). 

Da circa tre secoli a Castellammare, si sono molto sviluppati nel numero e nella società. 

In tanti rami si riscontrano i nomi di Nicolò, Paolo, Mariano e Vincenzo. 

In un ramo, a partire dal 1795 compare il Cataldo. Diversi professionisti si contano o si sono contati: II dr. Giacomo Fontana Caleca (1874-1956), il Dr. Nicolò (nato nel 1907), I'avv. Salvatore Fontana Mulè (nato nel 1924). 

Da ricordare "Don" Paolo Fontana Marchese, bottaio, che per I'aspetto fisico e la fluente barba era detto "Garibaldi". 

Come in tutte le famiglie paesane, anche nei Fontana si riscontrano numerosi emigrati in U.S.A. e nel resto della Sicilia e dell'Italia. 

-) Foti

Caduti (40-45) 
Foti Pietro (1920-1941) di Raffaele e di Maria Antonia Celio, nativo di Partinico, morto a Lekdusshory 

53) Fugardi

L'origine della famiglia sembra, a quel che gli interessati dicono, o che hanno intuito attraverso ricerche, normanna, e a Castellammare la famiglia è venuta verso il 1780 da Alcamo con Gaspare (1728-1782) ed il figlio Giuseppe (1761-1833). 

I Fugardi erano ail'epoca muratori e proprietari, muratori un pò al disopra dei soliti; basti citare il caso di Gaspare (1798-1866), per come ho constatato da un documento del 1839 che ho consegnato ad un discendente, che rilasciava progetti di costruzione ad altri muratori. 

Un figlio di questi fu I'avv. Rocco, sottoprefetto. A Castellammare e a Palermo i Fugardi sono pressocchè estinti, in quanto il Dr. Pìetro (nato nel 1912) ha soltanto due figlie, ma continua al Nord con il prof. Antonino (nato nel 1917), residente a Brescia, giornalista, discendente da Antonino (1826-1913), zio del sottoprefetto. 

 

54) Fundarò

Cognome che compare nel Settecento, di cui un ramo, il più sviluppato, ha origine da Alcamo, così come, credo, anche gli altri. 

Questo ramo numeroso ha origine da un Eligio (1696-1746) il cui nipote primogenito è citato anche coi nomi di Aloe e di Aloisio; ramo di proprietari, muratori, industriali del mattone, impiegati e professionisti. 

Altri rami di Fundarò sono stati più famosi per alcuni elementi o per I'agiatezza raggiunta. 

Abbiamo il ramo dei "Porcelli", cui appartennero Andrea Fundarò Filogamo (1812-1877), commerciante, padre di Lorenzo (1859-1919) consigliere ed assessore comunale e dirigente della "Banca Segestana", e di Giuseppe (1842-1912) possidente, a sua volta padre del farmacista Gaetano (1875-1954), dal quale nacquero il cap. Giuseppe ed il generale Andrea.

Ad altro ramo appartenne Gaspare (1822-1869) capitano dei militi a cavallo di AIcamo e delegato di Castellammare, a stento salvato dalla furia dei rivoltosi nel capodanno 1862. 

Fra i Fundarò si annoverano i sacerdoti Girolamo (morto nel 1850) e Giuseppe (1828 -1888). 

AI ramo collaterale dei "Porcelli" appartengono quello "del Porcu" e quello dei falegnami ed impiegati Don Carruzzu e Giuseppe (Pippinu Bacchiaredda). 

Anche in questa famiglia vi sono emigrati ail'estero e nel resto d'Italia. 

Caduti (40-45) 
Fundarò Giuseppe (1921-1942) naturale di Girolamo (Porcu) e di Caterina Di Benedetto, caduto sul Fronte Russo 
Fundarò Leonardo (1914-1942) di Paolo e di Margherita Munna, a Roma
 

16) Furco

Caduti (15-18) 
Furco Giuseppe (1885-...) di Illuminato e di Maria Como
Caduti (40-45) 
Furco Giovanni (1916-1942) di Stefano e di Francesca Tartamella, marito di Antonina Randazzo, fante, disperso in Russia 
Furco Luigi (1922-1943) di Giorlando e di Francesca Caradonna, fuochista a bordo della torpediniera Prestinari, nelle acque tunisine