Genealogy (O-P)

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84) Palazzolo 

II cognome potrebbe essere un toponimo di una delle tante località esistenti in Italia (Palazzolo della Stella (Friuli), Palazzolo Acreide (Sicilia), Palazzolo Milanese e Palazzolo sull'Oglio(Lombardia), o al pari dei Palazzi, Palazzo, Palazzeschi e Palazzotto, potrebbe essere originato da chi abitava il "palazzo" del signore. 

I Palazzolo di Castellammare, venuti a gruppi ed in diverse epoche, ad iniziare dai primi del Settecento e fino a pochi anni fa, sono tutti originari di Cinisi e Terrasini. 

II ramo più numeroso e che io chiamo dei Palazzolo Ingoglia è quello più antico. 

Dai quattro figli di Gaspare e di Giuseppe Ingoglia, Francesco, Stefano, Vincenzo e Giuseppe, si diramano numerosissime famiglie. 

Figlio di Francesco risulta quel Vincenzo morto nel 1820 "addì 30 febbraro". Nelle varie famiglie di questo ramo abbondano i Mariano, gli Stefano, i Gaspare ed i Vincenzo.

Nella prima metà dell'Ottocento venne da Cinisi Pietro con il figlio Luigi (1836-1918), dal quale hanno avuto origine alcuni Mariano, Luigi, Pietro, Nicolò, Leonardo ed Antonino.  
Altro ramo è quello diviso tra Terrasini e Castellammare e che ha origine (da me conosciuta) da Salvatore (1821-1876) figlio di Mariano e di Savarina (Serafina) Salgina, calzolaio a Cinisi e trafficante a Castellammare.  
Da questi discendono i defunti colonnelli Giovanni (1922-1976) e Salvatore (1925-1970) e I'ing. Salvatore (1924). 

Da un Rosario (1813-1878) nato a Cinisi, discendono Antonino (1892-1915) caduto in guerra e la nipote di questi, Prof.ssa Anna, vedova di Leonardo Navarra Borruso (Sicarredda).

Caduti (15-18) 

Palazzolo Antonino (1892 -1915) di Giacomo e di Serafina Cusenza

Palazzolo Matteo (1898 - 1916) di Girolamo e di Rosaria D'Alessandro, disperso

Palazzolo Nicolò Domenico (1896 -1917) di Salvatore e di Giuseppe Buffa, deceduto in prigionia   -  

85) Palermo 

Tre le famiglie che hanno portato o portano questo cognome di chiara origine toponomastica. 

Di questi, due sono in via d'estinzione e non sono collegati tra loro. 

II primo, quasi "civile" (nel senso che si dava a questa parola nelI'Ottocento), aveva origine da un Girolamo e da una non meglio identificata (allo stato civile) Francesca, dei quali il nipote Leonardo (1779-1854) possidente, sposò una Maria Pilara Bosco, e fu padre del sac. Benedetto (... -1862) fucilato ai Quattro Canti, perchè fra i rivoitosi del capodanno 1862 (rivolta dei cutrara). Questo ramo, estinto a Casteliammare, continua in U.S.A. con Nicolò (nato nel 1920) Palermo Piemonte, pronipote di Salvatore (1815-1896) a sua volta figlio del citato Leonardo.

II ramo "contadino" è venuto da Salemi con Ambrogio Palermo Ferro (1818-1862) e nelle famiglie derivate si alternano, oltre all'Ambrogio, i nomi di Luciano, di Salvatore e di Giuseppe. 
Terzo ramo è quello dei "sarti" o Palermo Rinaldo, pressocchè estinto.   

--) Palmeri

Caduti (15-18) 

Palmeri Giovanni (1896-1916) di Vincenzo e di Giuseppa Coppola  

--) Paradiso

Caduti (40-45) 

Paradiso Antonino (1923-1946) di Serafino e di Rosaria Frazzitta, marito di Edelweis Pagano, sottocapo idroforo

--) Parisi

Caduti (15-18)  Parisi Gaetano (1896-1916) di Giuseppe e di Giovanna Navetta Parisi Giuseppe (1882 - 1915) di Domenico e di Francesca Domingo

Caduti (40-45)  Parisi Antonio (1921-1943) di Alberto e di Antonia Gigante, bersagliere caduto in Russia

--) Patria

Caduti (40-45)  Patria Giuseppe(Alcamo 1921-1944) marito di Rosa Picciurro (da Carini) morto il 14/9/1944 a Movtorel (Jugoslavia)

86) Pedone

Famiglia da quasi due secoli a Castellammare.

Caratteristico nei suoi componenti il nome di Liborio, dal 1837 ad oggi, mentre i più antichi sono stati Biagio e Gaspare.

Alla famiglia appartiene I'ex sindaco rag. Antonino, presidente dell'U.S. Castellammare.

 

Caduti (15-18) 

Pedone Antonino (1896-1916) di Antonino e di Francesca Scarcella

87) Pennolino 

I Pennolino (nel passato qualcuno/a è stato/a citato/a come Pendolino o Pinnolino) sembrano essere venuti da Gibellina ed iniziano a Castellammare nei primi dell'Ottocento con Domenico (1795-1845) figlio di Antonio, saccaro, e sposato a Francesca Di Filippi Mannina (1802-1852).

Dai due figli di questi Antonino (1832-1879) e Girolamo (1841-1873) traggono orìgine i due rami esistenti.

Da Antonino, mugnaio e fornaio, nacque, fra gli altri, Domenico (1860-1914), mugnaio e possidente, padre di Antonino (1886-1970) i cui eredi continuano in U.S.A., e dell'ins. Erasmo (nato nel 1905), già sindaco, e a sua volta padre del Dr. Domenico (nato nel 1939).

Da Girolamo discendono gli altri Pennolino di Castellammare e di America, ove il nome Domenico compare spesso. 

--) Piazza

Caduti (15-18) 

Piazza Antonino (1898 - 1918) di Antonino e di Maria Vara Piazza Giuseppe (1879 - 1917) di Tommaso e di Rosaria Fiorello, marito di Giuseppa Pipitone  

Caduti (40-45) 

Piazza Filippo (1912-1942) di Salvatore e di Teresa Ciaravino, marito di Vincenza Scibilia, disperso

88) Picciurro

Già nella metà del Settecento esisteva la famiglia Picciurro, con Salvatore, marito di Benvenuta Giammarinaro.

II primogenito di costoro fu il chierico Giuseppe (1774-1828).

Dall'altro figlio Gaetano (1786-1856), possidente, nacquero diversi figli fra cui Giuseppe (1819-1867) sacerdote, Salvatore (1827-1907) ricevitore del dazio, e Michele (1838-1892) possidente.

Da Salvatore nacquero i due preti, Don Gaetano (1855-1928) e Don Giuseppe (1875-1959) ricordati come ottimi sacerdoti.

I figli di un loro fratello a nome Salvatore, Gaetano e Michelangelo, continuano la famiglia all'estero o in altre parti d'Italia.

Esiste un'altra famiglia di Picciurro, proveniente da Carini, con Antonino Picciurro Gulino (1896-1954).

 

89) Pilara

Cognome di origine spagnola, che ci fa ricordare qualche piccolo e sperduto centro della penisola iberica, famoso per la sua Madonna.

Da meno di tre secoli in paese, e dovrebbero essere i Pilara tutti appartenenti allo stesso ceppo, come fa desumere il fatto che in tutti vi è sempre qualche nome comune, come Francesco, Innocenzo, Giuseppe e Benedetto.

Alcuni rami dei Pilara si sono estinti mentre altri continuano prosperosi.

Un ramo abbastanza numeroso inizia con un Innocenzo, possidente, marito di Rosalia Bosco (1753-1820). Dal figlio Benedetto (1 782-1829), ricco commerciante, nacque Rosallia (1815-1867) moglie di Pasquale Calvi.

Fratelli di Benedetto furono: il sacerdote Giuseppe (1797-1862) e Francesco (1793-1867), il quale continuò la famiglia e da cui discendono il Parroco di San Giuseppe, sac. Francesco (1857-1944) ed i fratelli Vincenzo Umberto (nato nel 1905) e Dante Agostino (1910) che continuano i Pilara in Argentina. 
Un secondo ramo inzia con Francesco, marito di Rosa Tesoriere, dal cui figlio Innocenzo (1 810-1904), fra gli altri discendono iI colonnello Innocenzo (nato nel 1936) ed il Dr. Liborio Pilara Munna. 

Un altro ramo estinto, partito da un Francesco, e dove si è notato anche il nome di Benedetto, era composto da facchini e becchini. Ad altro ramo di pescatori appartenevano anche Innocenzo, Pietro e Benedetto.   

--) Pinco

Caduti (15-18)  Pinco Michele (1891-1915) di Gaspare e di Maria Barbera, a Pelagosa  

--) Pipitone

Caduti (40-45)  Pipitone Salvatore (1913-1943) di Gaspare e di  Maria Furco

--) Pirrello

Caduti (40-45)  Pirrello Giuseppe (1917-1941) di Gaspare e di Concetta Provenzano, cannoniere sull'incrociatore Pola  

--) Pizzo

Caduti (40-45)  Pizzo Salvatore (nato nel 1918) di Procopio e di Fara Maria Brusca, disperso  

90) Plaia

II cognome chiaramente dimostra I'origine spagnola della famiglia. Plaia, in spagnolo, significa spiaggia e specialmente spiaggia arenosa (la Plaia di Catania o quella di Castellammare). 
Subito dopo la guerra del Vespro, nel 1282 venne dalla Catalogna, Ruggero Plaia, il quale rivestì importanti cariche pubbliche a Palermo, quali pretore (1319-20-21), balio e senatore. 
Un discendente in linea diretta divenne barone di Conteranieri, di Scorciavacca, Noce, Salvatore e Vatticani. Da Giuseppe Sammartino De Spuches. (Storia dei feudi Siciliani).

Con Luisa Plaia, figlia dell'ultimo barone di Vatticani, il titolo passò a Girolamo Termine e Bologna dei baroni di Birribaida, suo marito, padre del 1 ° duca di Vatticani, e zio del primo principe di Casteltermini. 
Da diversi secoli a Castellammare, oggi i Plaia si dividono in tre importanti rami. 
II primo, e più numeroso, dalle notizie di cui sono in possesso, trae origine da Francesco marito di Ninfa Messina Portuesi (1745-1832), di condizione civile e padre dei possidenti Natale (1 770-1 844), Francesco (1772-1827), Diego (1785-1826) e Pasquale (1782-1785). Natale ebbe una figlia Ninfa (1816-1896) sposata ad Isidoro Coppola D'Anna. 
Francesco ebbe tre figli: Francesco (1807-1867) impiegato comunale e capostipite degli "spedizionieri" e dei Plaia di Paceco: Michele (1802-1854) barbiere, marito di una Militelli, che subito dopo la sua morte si risposò con un Fundarò e fece causa ai cognati ed ai figli minorenni (morti poco dopo) per accaparrarsi i'eredità Plaia; e Natale (1814-1890), padre a sua volta del magistrato Giuseppe.

Dal citato Diego hanno avuto origine i "Guerci": Pasquale, dal matrimonio con Rosa Galatioto Galante, sorella dell'arciprete, ebbe Francesco (1833-1895) i cui figli morirono in tenera età, e Michele (1836-1915), arciprete nel 1892. 
II secondo ramo, pure civile, nel '700 era rappresentato da Cosimo, marito di Sebastiana Militelli ed i cui nipoti furono il notaio Rosario Emanuele (1773-1818) ed il sac. Giuseppe (1782-1847). 
II figlio di Rosario Emanuele era il medico chirurgo Giovanni (1809-1885), nonno dell'avvocato Giuseppe (1882-1977) sindaco. 
Da un Luigi, calzolaio, discendono i Plaia artigiani e contadini, fra i quali compare il nome di un Fedele e quelli di Vito, Giuseppe, Giovan Battista e Vincenzo. 
Fino ai primi del '700 il cognome era La Plaia, ed in quel secolo si annoverarono alcuni preti e qualche notaio. 

Caduti (40-45) 

Plaia Vito(1912-1942) di Giovan Battista e di Antonia Longo, marito di Rosa Gigante, in Africa Orientale  

--) Polizzi

Caduti (40-45) 

Polizzi Nicolò (1917-1945) di Francesco e di Antonia Sottile, marito di Carolina Puma, morto a Radsary il 5/11/45, in campo di concentramento delle S.S.  

91) Portuesi

 
Esistenti già nel Cinquecento. II cognome deriva, con evidenza, da portoghese, che poteva essere I'abitante del Portogallo, o chi vi andava spesso, o si vantava di andarvi. 
Erano prima, eccetto qualcuno che doveva essere civile, quasi tutti pescatori ed in seguito qualcuno si è dato alla terra ed al commercio. 
Ne esistono diversi rami nei quali si notano in particolare i nomi di Felice, Alessandro, Matteo, Giuseppe, Giacomo e Francesco, ed in qualche ramo Leonardo.    

--) Prosa

Caduti (15-18)

Prosa Michele(1896-1918) di Antonino e di Maria Carrara Mione Soccorso        

--) Provenzano

Caduti (15-18) 

Provenzano Giuseppe(1890-1917) di Antonino e di Luigia Bongiorno, all'ospedale di Pordenone per ferite