Genealogy (S-S)

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 95) Sabella 

Un tempo quasi tutti gli appartenenti a questa famiglia erano detti e trascritti come Isabella, per cui è evidente I'origine spagnola, anche se qualcuno accenna ai Sabelli, popolo panitaliano del Centro Sud. 

Qui sembra siano venuti da Sciacca, ove ancora ne esistono, nella seconda metà del Settecento. Troviamo i frateili Antonìno (1 754-1840) possidente e Ignazio (1765-1838) beccaio (macellaio) figli di Filippo Isabella. Antonino risulta sposato ad una Rosa "Sciacchitana" (1762-1842). 

Dai figli di Ignazio, Domenico (1794-1829) ed Ignazio, ambedue beccai, si dipartono i due rami della famiglia, nei quali si ripetono fra altri, gli stessi nomi di Filippo, Domenico ed Ignazio. 

Fra i discendenti di Domenico ricordiamo le sorelle insegnanti Vittoria (nata nel 1905) residente a Sciacca e Marianna (1909-1969) già abitante a Roma, e la nipote di queste, prof.ssa Rosa (nata nel 1947). 

Fra i discendenti di Ignazio accenniamo all'amico "Mimì del Goifo", al secolo Domenico Sabella Scalera (1903-1988), detto così per la sua attività nel campo dello spettacolo teatrale. 

 

--) Saccheri 

Caduti (15-18) 

Saccheri Carlo

--) Saracino

 

Caduti (15-18) 

Saracino Ignazio (1884-1917) di Antonino e di Francesca Messina, prigioniero a Oslavia

96) Sangiorgio 

Sangiorgio: I Sangiorgi (o) già nel '500 erano cittadini castellammaresi. 

II cognome potrebbe avere qualche allusione al discusso santo, per la verosimile esistenza, anche per qualcuno devoto allo stesso.

Esistono tuttora quattro rami deila famiglia a parte qualcuno estinto, e sembrano tutti avere la stessa origine, in quanto troviamo in essi il nome di Giovan Battista, quello di Vito e di Giuseppe.  
AI primo ramo ricordiamo I'avv. Ettore (1909-1961), frateilo del caduto in guerra (II) Pietro.  
Nel secondo ricordiamo il canonico beneficiale Vito (1762-1840) ed il nipote di questi Giovan Battista (1790-1868), civile, possidente e Capo Urbano del paese, bisnonno dell'avv. Camillo (nato nel 1905). 
Fra i Sangiorgio che, nel corso delle mie ricerche non sono riuscito ad identificare meglio, troviamo il sac. Antonino (... -1844), Francesco Sangiorgio Portuesi (1 740-1809) già notaio della Curia nel 1796 ed arciprete nel 1802 ed il vicario foraneo Pietro (1721-1803). 

 

Caduti (15-18) 

Sangiorgio Giovan Battista

Caduti (40-45) 

Sangiorgio Pietro di Gaetano e di Desiderata Marcantonio, marò
 

--) Sarcona 

Caduti (40-45) 

Sarcona Francesco (nato nel 1920) di Nicolò e di Tommasa Sarcona, disperso

Sarcona Nicolò (nato nel 1914) di Francesco e di Mattia Mancino, disperso in Libia

97) Scandariato 

Nella storia dei Feudi Siciliani, Giuseppe Sammartino De Spuches, principe di San Martino e di Galati, parlando del feudo di Baltavilla in quel di Mazara del Vallo, del quale, nel 1655, fu insignito barone Don Giuseppe Scannariato (la cui baronia finì nel 1680, con la morte del figlio Pietro), fa la storia della famiglia. 

Nel 1248 a Perugia, come in altre città del Centro-Nord Italia, vi furono le lotte fra i Guelfi, seguaci del Papa, ed i Ghibellini, seguaci dell'imperatore. Vinsero i Ghibellini ed i capi Guelfi dovettero esulare. 

Così fecero i fratelli Matteo e Federico dei Mattei, nipoti, per parte materna, di un Papa. Matteo si recò a Genova, dove i nipoti assunsero il cognome di Mattei, dei quali un ramo divenne nobile come duchi di Giove, e si estinse ai primi dell'Ottocento.

Federico venne a Ragusa e forse pensando alla vendetta contro i Ghibeilini di Perugia, al collo deil'aquila nera che nello stemma gentilizio sovrastava la rossa buatta, fece aggiungere un pugnale.  
A Ragusa incominciarono a chiamarlo lo "scannariato", perchè I'acquila era "scannata" o scannariata, come in dialetto si diceva.  
Nei registri della Chiesa Madre di Calatafimi, che anni or sono ho consultato, fino al 1780 circa il cognome risultava Scannariato.  
Gli Scandariato di Castellammare sono venuti in due successive epoche da Calatafimi.  
Nella seconda metà del '600, immagino che sia venuto un Ignazio Scannariato, mentre nel 1808 venne Silvestre (1 774-1851 ). 
AI primo ramo appartennero i fratelli Michele (1800-1873) aromataio e Giuseppe (1810-1 874) Crocifero, il farmacista Ignazio (1829-1902) e Francesco (1893-1978) ambedue sindaci.  
II Silvestre era figlio di Filippo e di Rosalia Fanara nati e deceduti a Calatafimi.  
Dal cognome della madre fu chiamato spesso Silvestre Fanara (anche in una registrazione di morte quale testimone) e Fanara è rimasto ai discendenti di tre figli: Filippo (1811-1881), Vincenzo (1815-1879) e Giuseppe (1823-1903), mentre i discendenti del quarto figlio Salvatore (1827-1913) sono noti come "occhi d'aremi".  
Fra i discendenti di Filippo vi è un Vito (nato nel 1931) residente in Nuova Guinea, mentre da Vincenzo vi sono discendenti in Francia ed in U.S.A.  
Da Giuseppe, per la madre, discende I'autore di queste note.  
Infine da Salvatore trae origine suor Maria (nata nel 1947). 

Caduti (15-18) 

Scandariato Rosario (1895-1915) di Salvatore e di Palma Colomba

 

--) Scaraglino 

Caduti (15-18) 

Scaraglino Francesco (1881-1918)  marito di Maria Fileccia

Scaraglino Giuseppe

--) Scarcella 

Caduti (40-45) 

Scarcella Camillo (1920 -1945) di Giuseppe e di Nicolina Mione, macchinista, in ospedale a Montecchio Maggiore

 

98) Scibilia 

Secondo Bent Parodi del Giornale di Sicilia il cognome Scibilia sarebbe una variante del nome della città spagnola di Siviglia, oppure deriverebbe dal nome di donna, Sibilla, ma non potrebbe essere di origine araba e derivare da "scebel" cioè fiume? 

A Castellammare da circa tre secoli e credo appartenenti ad unico ceppo; infatti, fin dal Settecento, in tutti i rami, si  notano i nomi di Rosario, Michele, Giacomo e  Leonardo. 

Da lungo tempo ìnserìti nelle attìvìtà agricole, vi è stato qualche artigiano, come  vi è tuttora, e qualche professionista od impiegato.

--) Scuderi 

Caduti (15-18) 

Scuderi Francesco Marraccino (1879-1917)  marito di Oliva Ferrantelli

 

--) Sorrentino 

Caduti (40-45) 

Sorrentino Francesco (1914 -1943) di Vincenzo e di Francesca Bongiorno, prigioniero a Creta

Sorrentino Giuseppe (1920 - 1942) di Vito e di Paolo Ciaravino, artigliere, caduto sul Don
 

--) Sottile 

Caduti (15-18) 

Sottile Vincenzo (1892-1918) di Matteo e di Francesca Paola Milazzo

--) Sparacino 

Caduti (15-18) 

Sparacino Girolamo (1897-1917) di Girolamo e di Rosa Catanzaro

 

--) Stabile 

Caduti (40-45) 

Stabile Vincenzo (1921 -1942) di Giuseppe e di Giuseppa Crociata, geniere, caduto in Russia

 

--) Surdo 

Caduti (40-45) 

Surdo Nicolò (1907 -1941) di Domenico e di Giuseppa Galante, legionario, caduto il 27 luglio a Bengasi, marito di Caterina Sciascia