Genealogy (V-Z)

Castellammare del Golfo Online

 

 

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--) Valenti 

Caduti (15-18) 

Valenti Camillo (1894-1916) di Antonino e di Emanuela Scudera caporale
 
 
 

--) Vallone 

Caduti (15-18) 

Vallone Giovanni (1898-1917) di Gennaro e di Maria Braschi
 
 
 
 
104) Vasile 

L'amico Leonardo Vasile Mione (1919-1988), mi raccontava che da qualche ricerca effettuata presso I'archivio diocesano della curia di Mazara del Vallo, aveva riscontrato che i Vasile alcuni secoli or sono, erano venuti dalla Romania (ove ancora il cognome esiste), forse per sottrarsi all'occupazione dei Turchi. 

Essi si diffusero a Castellammare, a Trapani e a Calatafimi. 

Esistono in paese, anche se molti sono emigrati, gli appartenenti a due rami, mentre ve ne sono stati altri rami ora estinti. 

II primo ramo dei viventi si rifà a Leonardo (1773-1833), pescatore, figlio di Baldassare e di Anna Galio, e i cui nipoti diventarono commercianti, armatori e presidenti. 

A questo ramo appartengono il Prof. Baldassare Vasile Fulgardi (nato nel 1890) ed il fratello avv. Leonardo (nato nel 1909), il prof. Dr. Benedetto Vasile Mione (nato nel 1914) figlio del Rag. Vincenzo (1881-1958) già vice sindaco, il Dr. Baldassare Vasile Castrone, abitante e morto a Marmirolo (Mantova), I'ins. Eufemia (1882-1955) e I'avv. Vito. 

II secondo ramo, di pescatori, si rifà ad Onofrio Vasile Drago (1741-1822) figlio di Lorenzo, e a questo ramo si dovrebbero collegare quelli estinti ove si notavano e gli Onofrio ed i Lorenzo.

 

105) Ventimiglia 

A Castellammare dalla metà del Settecento, si dividono oggi in diversi rami, i cui nomi comuni sono stati Vito, Vincenzo e Benedetto, che fanno intuire la comune origine. 

In genere dediti massimamente all'agicoltura. 

Potrebbe essere un cognome toponomastico, cioè derivante da un paese chiamato Ventimiglia, potrebbe anche essere un soprannome dato a chi in una giornata ha percorso venti miglia senza stancarsi. 

Sono ipotesi fatte dagli storici per la famiglia Ventimiglia nobile, quali i marchesi di Geraci, principi di Castelbuono etc., che si fanno discendere o dai Ventimiglia di Liguria e Provenza (ramo degli Aleramici) o da un militare normanno, che per annunziare a Ruggero di Altavilla la vittoria sugli arabi, di corsa percorse venti miglia.

Caduti (15-18) 

Ventimiglia Gaetano  (1898 -1917) di Vito e di Gaetana Crimaudi

Caduti (40-45) 

Ventimiglia Vincenzo (1922 - 1942) di Gioacchino e di Antonina Ingoglia, caduto in Russia
 
 
 
 

--) Venza 

Caduti (40-45) 

Venza Sebastiano (1918 - 1942) di Carol e di Maria Caleca, disperso in mare

 
 
 

106) Verdirame 

I Verdirame sono suddivisi in due rami, ma forse della stessa famiglia, avendo, ai primi delI'Ottocento, ambedue i rami il Giacomo. 
II primo  ramo risalente ad Alberto e a Giacoma Paola  Domingo è stato ricco di possidenti, i cui nomi  erano o sono Alberto, Giacomo e Francesco  Maria. Oggi è in via d'estinzione, essendo Giacomo Verdirame Plaia (nato nel 1910) celibe,  mentre continua a Roma con i discendenti di  Alberto, figlio di Giacomo (1821-1873), cugino  di un altro Giacomo (1843-1911), nonno del  Giacomo Verdirame Plaia. 
A questo ramo appartenne il sec. Alberto (1847-1877). 
L'altro ramo, ormai estinto il linea maschile, si  rifà a Giacomo (1762-1833) figlio di Antonino  ed a Benedetta Puma, ed i cui discendenti, in  buona parte, sono stati bottai. 
Ultimo di questo ramo, è stato Mariano Verdirame Buffa  (1888-1967) proprietario e mediatore.

Caduti (15-18) 

Verdirame Domenico (1890-1918) di Antonio e di Giacoma Tesoriere, morto in prigionia

Verdirame Giuseppe (1894 - 1915) di Giuseppe e di Grazia Vitello
 

 

--) Virgilio 

Caduti (15-18) 

Virgilio Giuseppe (1886-1917) di Antonino e di Maddalena Vicari

 

--) Vitale 

Caduti (15-18) 

Vitale Antonino (1892-1918) di Francesco Paolo e di Anna Giordano, a Tripoli

Caduti (40-45) 

Vitale Filippo (nato a Cinisi 1922 -1944) di Salvatore e di Nicolina Saputo, disperso

Vitale Vincenzo (Cinisi 1922 - 1944) di Salvatore e di Concetta Passalacqua, in prigionia
 

 

107) Vivona 

Cognome già esistente ai primi del '600. 

La ricerca delle origini più recenti della famiglia portano a Calatafimi, ove i Vivona sono abbastanza  numerosi, ed aventi talvolta nomi in comune  con quelli di Castellammare. 

E bisogna tener  presente che alcuni Vivona della nostra cittadina hanno o intrattengono buoni rapporti con  gli altri di Calatafimì. 

A parte i discendenti di Fr.  Paolo Vivona Vallone (1878-1947), venuto da  Alcamo dove era nato, a parte I'avv. Domenico Vivona Zuaro (nato nel 1926) venuto da Calatafimi ed alcune donne di Calatafimi che  hanno sposato castellammaresi, tutti gli altri Vivona discendono da Nicolò, marito di Giovan-  na Demma Napoli (1751-1831). 

Nella famiglia  si contano i possidenti ed i mugnai, i muratori e gli appaltatori ed altri dediti ad attività diverse. 

Qualcuno è diventato Bivona, donde I'ipotesi delle origine del cognome. 

Alla famiglia appartengono i fratelli Nicolò (1907-1984), preside a Roma, e I'avv. Salvatore (nato nel 1904) e l'ins. Carmela (nata nel 1919) ed il sindacalista Bartolomeo (nato nel 1919).

Caduti (40-45) 

Vivona Francesco (1918 - 1942) fu Vito e di Giuseppa Palmeri, bersagliere, disperso in Russia

Vivona Vito (1919 - 1940) di Francesco e di Giuseppe Gioia

 

 

108) Zangara

II cognome tradisce I'origine greca della famiglia, in quanto Zangara proviene dal greco "tsankres" che significa calzolaio. 
A Castellammare sembra siano venuti da Partinico nel '700. 
Alla famiglia sono appartenuti il ricco possidente Marco Zangara Verdirame (1784-1880), "civile" ed i figli Dr. Leonardo (1814-1880), sac. Antonino (1815-1898) e Salvatore (1835-1908). 
Inoltre ricordiamo: I'insegnante Rosalia (1774-1918) figlia di Marco (1838-1918) ed i fratelli sac. Leonardo (1878-1953) e Francesco (nato nel 1897 e morto a Roma) "Pacchiola".
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