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Il Museo Etno - Antropologico "Annalisa Buccellato" è stato creato dalla fondazione omonima ed è ospitato insieme al Museo dell'Acqua e dei Mulini nell'ala Est del
Castello Arabo Normanno di Castellammare del Golfo. Ai suoi locali espositivi si accede da
Piazza Castello tutti i giorni feriali dal martedì al sabato, dalle 9,00 alle 13,00 e nel pomeriggio dalle 16,00 alle 20,00.
Dedicato ai diversi aspetti della civiltà contadina il museo conserva oggetti di uso quotidiano legati alle coltivazioni agricole più diffuse in questo territorio quali quelle dei cereali, della vite, dell'olivo, attrezzi propri di diverse attività artigianali quali il fabbro, il calzolaio, il muratore, il falegname, ed utensili e suppellettili propri della vita domestica.
Scopo degli organizzatori è di conservare la memoria del passato nella consapevolezza di una continuità tra il vecchio ed il nuovo.
Il museo è organizzato in piccole aree espositive tematiche:
La vita Agro-pastorale.
Il
frumento - il pane - la pasta
Il frumento ha origini lontanissime. Col passare dei secoli, non solo le tecniche colturali ma anche quelle relative all'impiego della farina furono perfezionati, creando così i presupposti per quella che si potrebbe chiamare la civiltà del pane.
La terra -
il lavoro
L'aratura è rappresentata da alcuni esemplari di aratro in legno, strumento antichissimo risalente ai primi tempi della rivoluzione neolitica. Ad essi venivano aggiogati due buoi, ma anche cavalli, muli ed asini.
La vite il vino
La vite, insieme all'ulivo è il simbolo della civiltà mediterranea.
Il latte - il formaggio - la ricotta
Non solo attrezzi per la lavorazione del latte, ma anche basti per muli, campanacci, timbri a fuoco, bastoni.
L'artigianato.
Il
falegname
Mobili simbolo della casa contadina erano la madia per il pane e la cassa per il corredo.
Il calzolaio
Nella bottega del calzolaio, accanto al cuoio, alla pece, ai chiodini, alle lesine ed agli altri innumerevoli attrezzi, campeggiava spesso una chitarra, strumento che l'artigiano usava nelle pause di lavoro.
Il fabbro - maniscalco
Fiorente era a Castellammare la fabbricazione di campanacci per ovini e bovini, conosciuti ed apprezzati in tutta la Sicilia.
La casa - gli attrezzi - gli arredi
La cucina era il fulcro della casa attorno al quale ruotava la vita quotidiana. Non c'era acqua corrente, nessun detersivo, nessuna lavatrice.
Le trame - gli intrecci
I sistemi ed i mezzi di tessitura impiegati in Sicilia derivano direttamente dalla Grecia. Negli IDILLI di Teocrito (ID. XIII) vi è una descrizione del telaio che ancora oggi viene utilizzato in Sicilia.
L'attività dell'intrecciatura, connessa in qualche modo all'attività agricola, è una delle prime forme di utilizzazione delle materie prime che la natura mette a disposizione dell'uomo.
(Fondazione
Annalisa Buccellato - Museo Etno Antropologico
http://www.annalisabuccellato.it )
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