Mostra Fotografica ''Qui stiamo tutti bene... così spero di te''

Ha avuto luogo dal 12 al 18 Settembre 2012 nei locali sociali della "Società Operaia di Mutuo Soccorso" di Corso Garibaldi n.67 a Castellammare del Golfo, con un lusinghiero successo di pubblico (circa tremila visitatori), e manifestazione di interesse da parte degli organi d'informazione, del territorio (Giornale di Sicilia, La Sicilia, Tele Alpa, Tele Occidente, Tele Jato), la Mostra Fotografica "Qui stiamo tutti bene... così spero di te", note ed immagini per la creazione di un museo dell'emigrazione castellammarese.

Le immagini proposte sono state selezionate dall'architetto Camillo Galante, curatore della mostra, del catalogo e delle note.
La mostra, così come le note, sono solo "frammenti" della storia dell'emigrazione castellammarese", frammenti di una storia che è ancora tutta da indagare, scrivere e descrivere.
Attività queste che la mostra intende stimolare nell' ottica della valorizzazione dell'emigrazione castellammarese e del riconoscimento della necessità ed importanza della conservazione della memoria e del ricordo di tale pagina, non secondaria, della storia locale.
Pur trattandosi di una mostra legata al tema dell'emigrazione, la mostra non presenta immagini della "partenza dei bastimenti", degli abbracci, degli addii e delle lacrime, ne del "viaggio", e dei suoi accessori, valigie di cartone, passaporti, biglietti, locandine delle compagnie di navigazione, tutti ingredienti d'obbligo di ogni mostra sull'emigrazione che si rispetti, quanto piuttosto immagini di coloro che son partiti e di coloro che sono rimasti.

Si tratta in prevalenza di fotografie, della prima metà del 900'. Immagini di uomini, donne e bambini, singoli o gruppi, che hanno costituito il cosidetto "collante affettivo" per coloro i quali erano costretti a separarsi per cercare fortuna migrando verso lidi lontani. Di tali immagini l'unica divisone che può tracciarsi è tra quelle che ritraggono chi è rimasto e quelle che ritraggono chi è partito.
Si tratta dice il curatore di: "Rappresentazioni di se, nel reciproco tentativo di raccontarsi l'uno all'altro con la fotografia, di dare concreta testimonianza e senso a quel 'qui stiamo tutti bene' che era parte immancabile della comunicazione scritta, frammenti non sempre fedeli di realtà assai più complesse e contraddittorie".
Sono foto di studio spesso, pose con il vestito buono delle grandi occasioni.
Quelle grandi occasioni che scandivano ed ancora scandiscono la vita di qua e di la dall'Atlantico.

Ci sono i bambini che crescono, la cresima, la figlia che si è diplomata, quel bravo ragazzo così piccolo un tempo ed ora cresciuto così bene, il matrimonio in grande stile con le "girls" , i "boys"' ed i paggetti.
Foto mandate ai parenti, foto mandate agli amici.
Foto "minori", di autori spesso ignoti, ma che in qualche caso riecheggiano pose ed ambienti dei grandi maestri della fotografia e/o richiamano alla nostra mente ambientazioni cinematografiche.
Della mostra, realizzata dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso e che ha avuto il Patrocinio del Comune di Castellammare del Golfo, è stato realizzato un catalogo che oltre a raccogliere le foto fornisce un altro interessante "frammento" dell'emigrazione castellammarese, una sintetica documentazione della stagione della costituzione delle Società di Mutuo Soccorso (ben quattro) castellammaresi in America nel corso del primo novecento e della loro azione benemerita nei confronti della comunità rimasta nella madrepatria.